ITINERARI: TRIESTE
Dal 14 al 17 Novembre 2019 si è tenuto, presso il Savoia Excelsior Palace di Trieste, il 41^ Congresso Nazionale UIPA “Les Clefs d’Or”. Dopo Milano e Napoli, la scelta è caduta su questa città per dare continuità all’idea di promuovere i nostri incontri nei luoghi in cui la presenza delle Chiavi d’Oro non è solida, promuovendo così la professione del Concierge. Anche se durante questi tre brevissimi giorni il tempo non ci è stato del tutto amico, abbiamo avuto modo di conoscere ed esplorare le bellezze artistiche che questa città di mare offre. Trieste, affermatasi come libero comune soltanto nel 1300 ma, costantemente minacciata per la ricerca della sua autonomia, si pose spontaneamente sotto la protezione di Leopoldo III d’Austria nel 1382, instaurando il lungo e fecondo rapporto con la dinastia asburgica. Il passaggio alla Trieste moderna avvenne nel 1719, quando Carlo VI decretò, con un editto, la libertà di navigazione, aprendo così le porte al commercio e assegnando alla città il privilegio di Porto Franco. Successivamente, sotto Maria Teresa e Giuseppe II, i benefici concessi alla città accrebbero i già prosperi traffici, attirando al contempo persone di varia provenienza e creando così quel cosmopolitismo che ancora oggi si ritrova nei luoghi di culto, nel dialetto e nei cognomi stessi dei triestini. Il vecchio borgo, all’interno del perimetro medioevale, non bastò più ad accogliere gli abitanti, il cui numero, in poco tempo, si era notevolmente accresciuto e, conseguentemente, la città si espanse guadagnando terreno sul fronte mare e collegando progressivamente i vari colli che si protendono a ventaglio dall’interno verso la costa. Sono queste le parole raccolte durante la visita in città, ascoltate dall’attenta spiegazione della guida a nostra disposizione. Una storia affascinante e ricca di momenti importante ma anche tanto tristi. Si tratta del Magazzino 18, un luogo dove durante l’esodo delle popolazioni istriane e dalmate, furono depositati tutti i beni e gli averi di quella gente. Questo luogo, situato a pochi passi dal vecchio porto cittadino, custodisce tutt’oggi le masserizie dei nostri connazionali costretti a fuggire alla fine della Seconda Guerra Mondiale, da Istria, Fiume e la Dalmazia per sottrarsi alla pulizia etnica attuata dai partigiani del maresciallo Tito. Un salto nel passato triste e doloroso che ti si apre quando, varcando la porta di questo magazzino, si cominciano ad intravedere ritratti, icone religiose, oggetti di uso quotidiano, sedie accatastate, letti e persino armadi: tutto ciò trasmette un profondo senso di abbandono e di speranze andate in frantumi, accentuate dalle testimonianze di coloro che hanno vissuto sulla propria pelle questa amara vicenda storica. Lasciato il Magazzino 18 tutto il gruppo si è poi incamminato verso il centro della città, dove abbiamo visitato le residenze storiche più importanti della città. Nell’ ‘800, in un clima di prosperità generale, vennero fondati i grandi gruppi assicurativi, le compagnie di navigazione, si sviluppò la Borsa e crebbe la produzione artistica e culturale. La crescita della città, da un lato ne fece uno dei centri più importanti dell’allora impero asburgico, dall’altro ne rafforzò il sentimento di italianità, sia culturale che politica. Il pomeriggio è stato, invece dedicato alla visita del Castello di Miramare, residenza voluta da Massimiliano d’Asburgo arroccata su un promontorio del Golfo di Trieste. La nostra storia cittadina si arricchisce con l’epilogo della sua dominazione asburgica col ritorno della città a far parte dell’Italia, avvenuta nel 1918 in un tripudio tricolore, ma tale annessione retrocesse Trieste al ruolo di “porto qualunque”, avendo perso, una volta svincolata dal contesto mitteleuropeo, la sua unicità. Il secondo conflitto mondiale comportò la perdita delle terre della penisola Istriana, passate alla neocostituita Jugoslavia, e la storia della città in quel buio periodo, è caratterizzata da numerose e tristi vicende, molte delle quali gettano ancora oggi, dopo più di mezzo secolo, oscure ombre. La sorte della città, pretesa dalla Jugoslavia, rimase incerta per lungo tempo: in attesa di definizione, l’entroterra venne diviso in due parti, l’una amministrata dagli angloamericani e l’altra dagli jugoslavi. Nello specifico, la città fu soggetta all’amministrazione alleata con la costituzione del Territorio Libero di Trieste. Solo nel 1954, con la firma del Memorandum di Londra, Trieste e il suo entroterra furono definitivamente restituiti all’Italia. La scoperta di questa bellissima città è stata per noi tutti un’esperienza importantissima che ci ha concesso di vivere le bellezze e la storia d’Italia dal 1800 ai giorni nostri. Una conoscenza che pone la città fra le mete da suggerire in quell’interminabile processo esplorativo delle bellezze italiane, ricche di storia e di cultura
Marco Rinaldo